Il parroco di Madonna di Sotto ha pensato di
dedicare una Santa Messa alla popstar defunta:”Credo di essere stato
l’unico sull’emisfero terrestre…”
Don
Achille Lumetti Chissà se Michael Jackson, il genio del Pop
scomparso improvvisamente il 25 giugno scorso, avrà veramente apprezzato
il suo funerale show celebrato all’interno dello Staple Center di Los
Angeles e trasmesso in mondovisione davanti a milioni di fan e spettatori.
Sarebbe bello invece pensare che forse da lassù, “l’eterno
bambino” autore di Thriller, l’album più venduto nella storia della
musica, ha invece preferito la messa a lui dedicata e celebrata da
Don Achille Lumetti nella parrocchia di Madonna di Sotto il 28 giugno, a
Sassuolo. Un piccolo evento che ha meravigliato le
decine di fedeli che assistevano alla funzione religiosa.
Don Achille, perché ha pensato di dedicare la messa
domenicale a Michael Jackson? Devo dire che la notizia della morte
di Michael Jackson ha creato un certo frastuono a livello mondiale
probabilmente causato anche dalla sua fine inaspettata. Sui mass media ho
scorto troppe incongruenze e condanne legate alla sua vicenda
professionale e personale. Per questo ho pensato che occorreva qualcuno
che facesse galleggiare questo evento su una piattaforma più piana e
tranquilla. Come dire, in questo buio totale ho voluto accendere uno
zolfanello. E’ stato un pensiero sincero dedicato all’uomo Michael Jackson
scomparso a 50 anni, mentre tutti pensano alle questioni ereditarie, alle
polemiche, ai sospetti per la sua morte e alle canzoni. In questo contesto
mi sono messo esattamente nel mezzo, tra chi lo esaltava e chi lo
demoliva. Lei ha celebrato la messa per la pop star americana con
rito cattolico. Ma Jackson è stato seguace per anni dei testimoni di
Geova, come la madre, fino alla conversione all’Islam, avvenuta qualche
anno fa, diventando musulmano. In effetti penso di essere
stato l’unico sacerdote, su tutto l’emisfero terrestre, a celebrare un
funerale cattolico per Michael Jackson. Quella celebrata a Los Angeles
pareva più una cerimonia commemorativa pubblica per i fan più che un
funerale serio e privato. Personalmente ho sentito il dovere di celebrare
la messa anche perché credo che, a prescindere dalla religione di
appartenenza, nessun uomo è talmente lontano dal suo Creatore da
cancellare ogni tracciabilità. Come hanno reagito i
fedeli? Inizialmente si sono stupiti, ma è stata una meraviglia
positiva. Sia i giovani che i meno giovani hanno interpretato l’iniziativa
come un gesto generoso e di umanità. Tra l’altro si trattava della messa
delle 12.30, affollata di giovani molti dei quali seguivano e
amavano la pop-star afroamericana.
Lei è un fan di Michael Jackson? Beh,
conoscevo il personaggio, e apprezzavo alcune sue canzoni. In particolare
ho apprezzato in Michael Jackson la sua unicità. Infatti, al di là della
produzione discografica che ha cambiato la storia della musica leggera
internazionale, penso che una persona che nel corso della sua carriera è
riuscito a scavare così in profondità nell’animo dei giovani, qualche cosa
di speciale doveva possedere. Qual è il suo rapporto con la
musica? La musica è un valore molto importante, accompagna la vita
degli uomini. Dagli albori dell’umanità la musica è sempre esistita ed è
servita ad elevare gli animi delle persone. In linea di massima apprezzo
la musica, l’armonia e i canti che non mancano mai durante le mie funzioni
religiose. Non amo invece il rock diabolico. Qual è il suo gruppo o
cantante preferito? Amo la musica classica, con una predilizione
per Wolfang Amadeus Mozart, annoverato tra i geni della musica classica.
Ammiro Mozart come musicista e la sua infanzia da bambino prodigio che a 9
anni già dirigeva l’orchestra e creando negli anni opere musicale di
straordinario valore artistico. In Italia è ancora presente il
“culto della morte”? Da sempre l’uomo si è interrogato sulla morte
e sul desiderio di perpetuare la memoria attraverso gesti e riti
tangibili. La scomparsa di una persona cara è una delle cose che tocca
maggiormente la sensibilità della gente. Si può paragonare la morte alla
perdita di una parte delle nostre radici. Il timore della morte, di
lasciare il nostro mondo e gli affetti è sempre presente nella vita di
tutti. Anche nella mia.
|